Stavo riflettendo sulla tematica degli stereotipi culturali da cui ci sentiamo attratti, e ho qualcosa da condividere. 

Solitamente parliamo dei cliché in modo spregiativo, perché hanno il difetto di semplificare troppo la realtà.
Allo stesso tempo, ci sono molti stereotipi che accettiamo, perché sono lusinghieri per la nostra identità o ci permettono di idealizzare una certa categoria di persone.

Ciò che intendo dire è che gli assunti che coltiviamo temporaneamente non sono necessariamente negativi, né nel loro contenuto, né nelle loro intenzioni. In una certa misura, tali aspettative sono ciò che stimola la nostra curiosità iniziale verso culture e lingue straniere. Esse hanno anche un certo ruolo nel turismo e nelle abitudini alimentari, senza contare la moda. Anche la musica ed altre forme d’arte hanno visto interi generi formati ispirandosi a civiltà percepite come esotiche.

Naturalmente, non sto dicendo che tali fenomeni siano sempre rispettosi della verità altrui. Sto semplicemente invitando a farsi domande sincere, invece di offendersi o scandalizzarsi facilmente.

Il mio punto è che non siamo totalmente immuni da preconcetti, per quanto essi possano essere positivi, e la cosa davvero importante è essere abbastanza flessibili da abbandonarli non appena abbiamo conosciuto meglio la realtà.

Ora ti chiedo: perché vuoi imparare l’italiano? È semplicemente perché pensi che abbia un bel suono, o hai un interesse più profondo che include la cultura italiana o forse la linguistica? Sei attratto dalla possibilità di fruire di contenuti prodotti in questa lingua, o magari di interagire con qualche persona italiana? Quali aspettative positive ti stanno motivando ad intraprendere questo percorso di apprendimento?
Mi piacerebbe ascoltare la tua risposta durante una delle nostre prossime conversazioni.

AUDIO IN ITALIANO: